Il blog di Nudge Italia

A servizio dell’ambiente

Contenuto elaborato da: Martina Galimberti

Perché ci comportiamo in modo incoerente rispetto alle nostre credenze? Perché, nonostante si abbia ben chiaro cosa sarebbe giusto fare, non riusciamo a mettere in atto comportamenti che concretizzino i nostri pensieri? 

Tutto rimane nella mente e da lì non esce. Si prova un gran senso di colpa ma, non per questo, si riesce ad agire, a fare ciò che, nel profondo, si comprende sarebbe giusto. In questo TedTalks, Noah Lanier spiega perché l’essere umano non riesca a reagire anche a fronte di una tematica che lo riguarda da vicino: il cambiamento climatico. 

Analizzando diversi approcci, introduce un concetto che gli architetti delle scelte conoscono bene: il paternalismo libertario.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Pn6j6fW52Xw&t=162s 

I bias non “causano” il nostro comportamento

Contenuto elaborato da: Chiara Boli

Sempre più frequentemente leggiamo articoli pubblicati su testate anche importanti, in cui si parla di bias cognitivi e del loro ruolo in questo momento di incertezza. 

Questo non può che farci piacere, finalmente si parla di come le persone prendono le proprie decisioni. Ma siamo sicuri che vengano date le spiegazioni giuste? Anche in questo campo è necessaria una buona conoscenza di quella che è una vera e propria scienza, chiamata appunto scienza del comportamento: non ci si può improvvisare!

Se ne parla all’interno dell’Osservatorio sul Covid19 di aBetterPlace

Fonte: https://abetterplace.it/i-bias-non-causano-il-nostro-comportamento

Ve l’avevo detto!

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Contenuto elaborato da: Martina Galimberti

“[…] noi esseri umani ci inganniamo costantemente elaborando fragili resoconti del passato e convincendoci che siano veri” 

                            Daniel Kahneman in “Pensieri lenti e veloci”, p.265

Vi è mai capitato di pensare di aver previsto un evento? Di dire frasi come ”ve l’avevo detto io”? BENE!
Come tutti gli esseri umani siete caduti nell’hindsight bias o bias “del senno del poi”. Consiste nel credere di aver saputo prevedere in anticipo un evento accaduto nel passato. In realtà ci stiamo ingannando! La nostra mente, quando raccontiamo una storia, evita di farci incappare nelle incoerenze per rendere il racconto e il pensiero più fluido. Il risultato? Ci convinciamo che la realtà sia sempre stata chiara e controllabile: il mondo ci sembra meno spaventoso.

Kahneman nel suo libro “Pensieri lenti e veloci”, sottolinea come sia per noi difficile elaborare possibili incoerenze perché potrebbero confondere le nostre idee e i nostri sentimenti. Siamo quindi naturalmente portati a costruire storie di comportamenti ed intenzioni delle persone in modo che siano coerenti con le conseguenze delle loro azioni. Per questo, quando capita un evento imprevisto, aggiustiamo la storia che ci siamo raccontati fino a quel momento in modo che sia coerente con le nostre aspettative. Ed ecco che esclamiamo “io lo sapevo, me lo sentivo”!
Rivediamo velocemente la nostra prospettiva della realtà per adattarla ai nuovi dati e alle nuove conoscenze che abbiamo acquisito. Sembra un meccanismo perfetto. 

Perché, allora, viene considerato un bias? Modificare completamente la nostra prospettiva rispetto ad un problema o ad un’idea, spesso, non ci permette di tenere a mente quale fosse il nostro stato mentale e il nostro pensiero nel passato. 

Ri-narrare significa, in un certo senso, modificare ciò che è stato per adattarlo al presente.

Fonte:  Kahneman, D. (2012). Pensieri lenti e veloci. Milano: Mondadori

Temptation Bundling

Contenuto elaborato da: Chiara Boli 


Lavori troppo e fai poco esercizio? Ami i Big Mac e non vai mai a trovare la vecchia zia logorroica?

Katherine Milkman, professoressa dell’Università di Wharton, ci parla del “Temptation Bundling”, strategia che consiste nel legare una cosa piacevole ad un’altra meno piacevole, faticosa o fastidiosa, che spesso cerchiamo di schivare ma che sappiamo sarebbe bene fare per sentirci meglio, fisicamente o moralmente!

In questo breve video, Katherine racconta la sua ricerca, i risultati della sperimentazione e fornisce spunti su come applicare il Temptation Bundling alla nostra vita quotidiana per recuperare un maggiore controllo su noi stessi.

Fontehttps://www.youtube.com/watch?v=snHnUc9Yudk 

Alleggerire la distanza

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Contenuto elaborato da: Martina Galimberti

In questo tempo scandito da decreti ed incertezze, esiste una nuova realtà con la quale, sembra, bisognerà convivere più a lungo del previsto: la didattica a distanza. 

La Behavioral Economics può fornire spunti di riflessione e indicazioni per liceali e universitari in modo da rendere questa esperienza il più proficua e funzionale possibile. Ecco 6 suggerimenti proposti dal Behavioral Insight Team che possono aiutare gli studenti.

Fonte: https://www.bi.team/blogs/how-behavioural-insights-can-help-college-and-university-students-learning-remotely-due-to-covid-19/

Un grafico per la felicità

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Contenuto elaborato da: Vittoria Perego


Nel 1979 Kahneman e Tversky hanno elaborato un modello in grado di spiegare come gli esseri umani prendono le decisioni. Si tratta di un processo molto più complesso di quanto possiamo immaginare, le persone non sono così razionali e capaci di considerare ogni singolo aspetto quando devono fare delle scelte. 

Questa teoria è applicabile anche al contesto quotidiano e alla sfera personale proprio come vien illustrato nell’articolo di Luigia Barzaghi pubblicato nell’osservatorio sul COVID-19 di aBetterPlace. In questo periodo di emergenza sanitaria e di forte incertezza abbiamo vissuto momenti di smarrimento e di angoscia, ci siamo trovati nel “terzo quadrante” quello in cui il dolore e gli effetti negativi vengono avvertiti in modo più profondo rispetto ai momenti di felicità. 

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Inoltre man mano che il tempo passa questa sensazione negativa va scemando e il dolore diventa meno forte. 

Non spaventatevi, è un effetto del tutto normale, è una lettura in chiave comportamentale di un periodo che molti di noi stanno ancora affrontando. Esserne più consapevoli ci aiuta sicuramente a viverlo meglio.

Fonte: https://abetterplace.it/la-curva-della-felicita 

C’era una volta il nudge

contenuto elaborato da: Martina Galimberti 

Il compito di una teoria è quello di riuscire a descrivere la realtà, riflettendo il più possibile il mondo attorno a noi. Comprendere come gli esseri umani prendano le proprie decisioni e compiano le loro scelte ha richiesto lo sforzo di donne e uomini che sono arrivati a creare corpus teorici densi di prove e opinioni. 

Col tempo, alcuni studiosi, tra i quali il premio Nobel Kahneman, hanno messo in discussione alcuni assunti proposti dall’economia neoclassica, partendo da una premessa fondamentale: le persone, a volte, prendono decisioni poco razionali. Quali sono, allora, i meccanismi che guidano le nostre scelte?
Quali sono gli errori più comuni che commettiamo nel prendere decisioni?
A questa e a numerose altre domande risponde la Behavioral Economics, una disciplina che cerca di spiegare in che modo le persone prendono decisioni nella quotidianità e che costituisce la base per lo sviluppo di interventi in grado di orientarci verso scelte migliori, per noi stessi e per la collettività.

Sei curioso di saperne di più?
Ecco qui, in breve, la storia di come la Behavioral Economics e il Nudging possono
cambiare il mondo attorno a noi, in un video realizzato dal Gruppo BVA France.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=jVTg3ZsNTTY&t=40s 

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